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Domande sul regime forfettario
Le risposte alle domande più comuni sul calcolo del netto.
Come si calcola il netto di una fattura in regime forfettario?
Si moltiplica il lordo fatturato per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO per ottenere il reddito imponibile. Da questo si sottraggono i contributi previdenziali per ottenere la base imponibile. L'imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni, 15% dopo) si calcola sulla base imponibile. Il netto è il lordo meno contributi e imposta.
Qual è la soglia massima di ricavi del regime forfettario nel 2026?
La soglia di ricavi o compensi per accedere e restare in regime forfettario è di 85.000 euro annui, fissata dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) e confermata anche per il 2026. Al superamento di 100.000 euro in corso d'anno si esce dal regime con effetto immediato; tra 85.000 e 100.000 euro si esce dall'anno successivo.
Qual è la differenza tra aliquota al 5% e al 15%?
L'aliquota agevolata al 5% è riservata a chi apre una nuova attività e non ha svolto attività d'impresa o lavoro autonomo nei 3 anni precedenti. Dopo 5 anni dall'apertura della partita IVA, l'aliquota sale al 15%. Entrambe sostituiscono IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali.
Cos'è il coefficiente di redditività?
È una percentuale stabilita dalla legge per ogni codice ATECO che determina quale parte del fatturato viene considerata reddito imponibile. Ad esempio, per un programmatore (ATECO 62.01) è il 67%, quindi su 30.000 euro fatturati solo 20.100 euro vengono tassati. I coefficienti principali sono: 40% commercio e ristorazione, 54% intermediari, 62% costruzioni e altre attività, 67% servizi e alberghi, 78% professionisti, 86% costruzioni e intermediari.
Come si calcola l'IRPEF in regime forfettario?
In regime forfettario non si paga l'IRPEF ordinaria a scaglioni: al suo posto si applica l'imposta sostitutiva del 5% o del 15% sul reddito imponibile, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali, comunali e IRAP. Questo la rende in genere più conveniente rispetto al regime ordinario fino alla soglia di 85.000 euro.
Posso ridurre i contributi INPS del 35% in regime forfettario?
Sì, i forfettari iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS possono richiedere una riduzione del 35% sui contributi previdenziali. La domanda va presentata entro il 28 febbraio di ogni anno tramite il portale INPS. La riduzione non è disponibile per chi è iscritto alla Gestione Separata o a una cassa professionale.
Quanto costa davvero avere una partita IVA forfettaria?
Esempio pratico 2026: un consulente (ATECO 74.90, coefficiente 78%) che fattura 30.000 €, iscritto alla Gestione Separata INPS (26,07%) e con aliquota startup al 5%: reddito imponibile 23.400 €, contributi INPS circa 6.101 €, base imponibile 17.299 €, imposta sostitutiva 865 €. Netto in tasca: circa 23.034 € (oltre il 76% del lordo).
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