Calcolo Ritenuta d'Acconto Prestazione Occasionale
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Domande sulla prestazione occasionale
Le risposte alle domande più comuni su ritenuta, contributi e ricevuta.
Come si calcola la ritenuta d’acconto sulla prestazione occasionale?
Sui compensi di lavoro autonomo occasionale si applica una ritenuta d’acconto del 20% (art. 25 del DPR 600/1973). Si calcola sul compenso lordo: ritenuta = lordo × 20%. Il netto che incassi è il lordo meno la ritenuta. Su un compenso lordo di 1.000 €: ritenuta = 200 € e netto = 800 €.
Come ricavo il compenso lordo partendo dal netto che voglio incassare?
Se vuoi ottenere un netto preciso, dividi il netto per 0,80 (cioè 1 meno il 20% di ritenuta). Formula: lordo = netto ÷ 0,80. Per incassare 800 € netti: lordo = 800 ÷ 0,80 = 1.000 €, con 200 € di ritenuta che il committente versa allo Stato per tuo conto.
Chi versa la ritenuta d’acconto, io o il committente?
La versa il committente, ma solo se è un sostituto d’imposta (azienda, professionista con partita IVA, ente). Trattiene il 20% dal compenso e lo versa all’Erario con modello F24 indicando il tuo codice fiscale; rilascia poi la Certificazione Unica. Se il committente è un privato senza partita IVA non c’è ritenuta: incassi il lordo e dichiari tutto in dichiarazione dei redditi.
Servono i contributi INPS sulla prestazione occasionale?
Solo oltre una certa soglia. Se nell’anno superi 5.000 € lordi di compensi da prestazione occasionale, sulla parte eccedente scattano i contributi INPS della Gestione Separata: due terzi a carico del committente e un terzo a carico tuo. Fino a 5.000 € lordi annui non sono dovuti contributi. Per la tua posizione specifica verifica sempre con il commercialista.
Quando serve la marca da bollo sulla ricevuta?
La ricevuta per prestazione occasionale (senza IVA) richiede una marca da bollo da 2 € quando il compenso supera 77,47 €. La marca si applica sull’originale consegnato al committente. Restando una prestazione occasionale, non è prevista partita IVA: è un reddito diverso, non un’attività abituale.
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