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Hai fatto un lavoretto una tantum e devi farti pagare, ma non hai la partita IVA? Lo strumento giusto è la ricevuta per prestazione occasionale. È il documento con cui chi svolge un'attività di lavoro autonomo saltuaria e non abituale attesta il compenso ricevuto, senza partita IVA e senza IVA. In questa guida vediamo quando si usa, come si compila con la ritenuta d'acconto del 20%, cosa succede oltre i 5.000 € con i contributi INPS, quando serve la marca da bollo da 2 €, e trovi un fac-simile pronto da copiare.
In breve
- La ricevuta per prestazione occasionale documenta un compenso di lavoro autonomo saltuario, senza partita IVA.
- Se il committente è un sostituto d'imposta, si applica la ritenuta d'acconto del 20% sul lordo.
- Oltre 5.000 € lordi annui scattano i contributi INPS della Gestione Separata sull'eccedenza.
- Marca da bollo da 2,00 € quando il compenso lordo supera 77,47 €.
- Niente IVA e niente partita IVA: se l'attività diventa abituale, serve la P.IVA e si passa alla fattura.
Cos'è la prestazione occasionale e quando si usa
La prestazione occasionale è un'attività di lavoro autonomo svolta in modo saltuario, non abituale e non organizzato, senza vincolo di subordinazione (art. 2222 c.c.). Chi la svolge non è un dipendente, ma nemmeno un libero professionista con partita IVA: è qualcuno che fa un lavoro occasionale, appunto, e lo documenta con una ricevuta, non con una fattura.
Gli esempi tipici sono tantissimi: lo studente che dà ripetizioni, il fotografo per un singolo evento, chi traduce un documento una tantum, chi monta un mobile o tiene un breve corso. La caratteristica decisiva è l'occasionalità: niente continuità nel tempo, niente struttura stabile (ufficio, collaboratori, attrezzatura organizzata) dedicata a quell'attività.
I tre requisiti da tenere a mente sono:
- Saltuarietà: la prestazione non si ripete con regolarità, è un episodio isolato o comunque sporadico.
- Assenza di organizzazione:non c'è una struttura imprenditoriale o professionale dedicata.
- Autonomia:svolgi il lavoro senza essere inserito stabilmente nell'organizzazione del committente.
Quando questi requisiti vengono meno — l'attività diventa continuativa o organizzata — non basta più la ricevuta: serve la partita IVA e si emette la fattura. È la differenza chiave che approfondiamo più avanti.
Ricevuta con ritenuta d'acconto 20%: come si compila
La ritenuta d'acconto del 20% entra in gioco quando il committente è un sostituto d'imposta: un'azienda, un professionista con partita IVA, un ente. In questo caso il committente trattiene il 20% del compenso lordo, lo versa allo Stato per tuo conto e te lo riconosce come acconto sulle imposte che pagherai con la dichiarazione dei redditi. Tu incassi il netto.
Se invece ti paga un privato (che non è sostituto d'imposta), la ritenuta non si applica: incassi l'intero lordo e sarà poi la tua dichiarazione dei redditi a tassare quel compenso.
Una ricevuta per prestazione occasionale completa contiene:
- Dati di chi presta (tu): nome, cognome, codice fiscale, indirizzo.
- Dati del committente: nome/ragione sociale, indirizzo, codice fiscale o partita IVA.
- Numero e data della ricevuta.
- Descrizione della prestazione svolta.
- Compenso lordo.
- Ritenuta d'acconto 20% (solo se il committente è sostituto d'imposta).
- Netto a pagare (lordo meno ritenuta).
- Marca da bollo da 2,00 € se il lordo supera 77,47 €.
- La dicitura che si tratta di prestazione occasionale fuori campo IVA (art. 67 TUIR, redditi diversi).
Il calcolo è semplice. Esempio con compenso lordo di 1.000 € e committente azienda:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Compenso lordo | 1.000,00 € |
| Ritenuta d'acconto 20% | − 200,00 € |
| Marca da bollo | + 2,00 € |
| Netto a pagare | 802,00 € |
In questo esempio incassi 802,00 €: i 200 € di ritenuta li hai "anticipati" al Fisco tramite il committente e li ritroverai come acconto in dichiarazione, mentre i 2 € di bollo sono il costo del contrassegno (puoi anche riaddebitarli al committente). Per ripassare le regole del bollo, leggi la guida alla marca da bollo in fattura.
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Il limite dei 5.000 € e i contributi INPS gestione separata
C'è una soglia da conoscere bene: 5.000 € lordi all'anno. È il limite, riferito al totale dei compensi da prestazione occasionale percepiti nell'anno(sommando tutti i committenti), oltre il quale scatta l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e il versamento dei contributi previdenziali.
Attenzione a non fraintendere: non è un tetto al guadagno. Puoi superare i 5.000 €, ma da quel momento sulla parte eccedente sono dovuti i contributi INPS. I contributi sono ripartiti per un terzo a carico del prestatore e due terzi a carico del committente; il committente versa l'intero importo e trattiene la tua quota.
- Fino a 5.000 € lordi annui:nessun contributo INPS, solo l'eventuale ritenuta del 20% se il committente è sostituto d'imposta.
- Oltre 5.000 € lordi annui:obbligo di iscrizione alla Gestione Separata e contributi sull'eccedenza, non sull'intero importo.
L'aliquota contributivadella Gestione Separata è fissata annualmente dall'INPS e può variare di anno in anno: verifica sempre la percentuale aggiornata sul sito INPS o con il tuo commercialista prima di fare i conti, perché non è un valore fisso. Un secondo aspetto: se l'attività diventa sistematicanel tempo, il problema non è più solo contributivo ma riguarda la natura stessa della prestazione, che potrebbe richiedere l'apertura della partita IVA anche al di sotto dei 5.000 €.
Marca da bollo da 2 € sulla ricevuta
La ricevuta per prestazione occasionale è un documento fuori campo IVA: per il principio di alternatività tra IVA e imposta di bollo, quando l'importo non sconta l'IVA e supera la soglia, è dovuto il bollo. In concreto: se il compenso lordo supera 77,47 €, sulla ricevuta va la marca da bollo da 2,00 €; sotto quella soglia il bollo non serve.
Due precisazioni pratiche:
- La soglia di 77,47 € si calcola sul compenso lordo, prima della ritenuta, non sul netto.
- Il bollo si assolve con il contrassegno fisicoda 2,00 € applicato sull'originale consegnato al committente (la spesa può essere riaddebitata in ricevuta).
Le regole del bollo sono le stesse che valgono per le fatture senza IVA: se vuoi il quadro completo, la nostra guida alla marca da bollo spiega soglie, casi e sanzioni nel dettaglio.
Fac-simile pronto della ricevuta
Ecco un fac-simile che puoi usare come traccia. Sostituisci i dati tra parentesi con i tuoi e con quelli del committente; la ritenutasi indica solo se il committente è sostituto d'imposta, e il bollo solo se il lordo supera 77,47 €.
RICEVUTA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE n. (numero) del (data)
Prestatore: (Nome Cognome) — C.F. (codice fiscale) — (indirizzo completo)
Committente: (Nome / Ragione sociale) — C.F. / P.IVA (codice) — (indirizzo)
Descrizione prestazione: (es. servizio fotografico per evento del gg/mm/aaaa)
Compenso lordo: (importo) €
Ritenuta d'acconto 20% (se committente sostituto d'imposta): − (20% del lordo) €
Imposta di bollo (se lordo > 77,47 €): + 2,00 €
Netto a pagare: (lordo − ritenuta + bollo) €
Compenso per prestazione di lavoro autonomo occasionale — operazione fuori campo IVA, non soggetta a fatturazione (art. 67, comma 1, lett. l, TUIR; art. 5 DPR 633/72). Marca da bollo assolta sull'originale.
Data e firma del prestatore: ____________________
È una traccia di base: adattala alla tua situazione e, nei dubbi sulla qualificazione fiscale del compenso, fai sempre una verifica con il commercialista. Per stimare invece quanto pagheresti di tasse e contributi se l'attività diventasse abituale con partita IVA, prova il calcolatore per il regime forfettario.
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Differenza con la fattura e con la partita IVA
La domanda ricorrente è: quando basta la ricevuta e quando serve la fattura con partita IVA?La linea di confine è l'abitualità. La ricevuta per prestazione occasionale copre attività saltuarie e non organizzate; quando l'attività diventa abituale, professionale o organizzata, serve la partita IVA e si passa alla fattura (in Italia oggi fattura elettronica via SDI).
| Aspetto | Ricevuta occasionale | Fattura |
|---|---|---|
| Partita IVA | No | Sì, obbligatoria |
| IVA | Fuori campo IVA | Con IVA (salvo forfettario) |
| Natura attività | Saltuaria, non abituale | Abituale, organizzata |
| Ritenuta d'acconto | 20% (se committente sostituto) | Secondo regime (es. 20% professionisti) |
| Formato | Cartacea / PDF | Elettronica via SDI |
Se il tuo dubbio è proprio "ricevuta o fattura?", abbiamo dedicato un approfondimento alla differenza tra fattura e preventivo e una guida pratica su come fare la fattura elettronica per quando passerai alla partita IVA.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi più comuni sulla ricevuta per prestazione occasionale.
Cos'è una prestazione occasionale?
Come si compila la ricevuta per prestazione occasionale?
Quando si applica la ritenuta d'acconto del 20%?
Cosa succede se supero i 5.000 € di prestazioni occasionali?
La marca da bollo va messa sulla ricevuta?
Serve la partita IVA per la prestazione occasionale?
Che differenza c'è tra ricevuta occasionale e fattura?
La prestazione occasionale va dichiarata?
Conclusione
La ricevuta per prestazione occasionale è lo strumento giusto per farsi pagare un lavoro saltuario senza partita IVA. Ricordati i punti chiave: ritenuta del 20%se il committente è sostituto d'imposta, contributi INPS oltre i 5.000 € lordi annui sull'eccedenza, marca da bollo da 2,00 €sopra 77,47 €, e niente IVA. Quando l'attività diventa abituale, si passa alla partita IVA e alla fattura. Trattandosi di materia fiscale, nei casi di confine conviene sempre una verifica con il commercialista.
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