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Come Inviare una Fattura Elettronica allo SDI: Guida 2026 (con Ricevute)

Indice dei contenuti

Hai preparato la fattura, ma ora arriva il passaggio che genera più ansia: inviarla allo SDI. Cosa succede dopo il clic? Cosa significa quella sigla "RC" o, peggio, la notifica di scarto? In questa guida vediamo come funziona l'invio della fattura elettronica al Sistema di Interscambio, quali sono i tre canali per trasmetterla e — soprattutto — come leggere le ricevute che lo SDI ti restituisce, con le azioni pratiche da fare in ogni caso.

In breve

  • Lo SDI è il "postino fiscale" dell'Agenzia delle Entrate: controlla la fattura e la consegna al destinatario.
  • Puoi inviare in 3 modi: portale Fatture e Corrispettivi, PEC, oppure software con canale accreditato.
  • RC (ricevuta di consegna): tutto ok, fattura consegnata.
  • NS (ricevuta di scarto): fattura rifiutata, hai 5 giorni per correggerla e reinviarla con lo stesso numero.
  • MC (mancata consegna): fattura comunque emessa, ma devi avvisare il cliente con una copia di cortesia.

Cos'è lo SDI e cosa controlla

Il Sistema di Interscambio (SDI)è la piattaforma dell'Agenzia delle Entrate attraverso cui passano tutte le fatture elettroniche italiane. Funziona come un postino con poteri di controllo: riceve il file XML della fattura, lo verifica e, se è tutto in regola, lo consegna al destinatario. Una fattura elettronica non esiste fiscalmente finché non è transitata dallo SDI: inviarla via email al cliente, o stamparla, non vale nulla.

Quando riceve il file, lo SDI esegue una serie di controlli formali:

  • Correttezza del file XML: il formato deve rispettare il tracciato FatturaPA.
  • Validità dei dati anagrafici: partita IVA e codice fiscale di emittente e cliente devono esistere in Anagrafe Tributaria.
  • Coerenza dei dati: i totali devono quadrare con imponibile, IVA e arrotondamenti; le date devono essere plausibili.
  • Unicità: non puoi trasmettere due volte una fattura con lo stesso numero e anno.
  • Recapito: verifica il codice destinatario o la PEC per capire dove consegnare il documento.

Attenzione a un punto: lo SDI non controlla il meritodella fattura. Non sa se il prezzo è giusto, se il lavoro è stato fatto o se l'aliquota IVA è quella corretta per la tua attività. Controlla solo che il file sia formalmente valido. Se non hai ancora chiaro come si compila il documento, parti dalla guida su come fare una fattura elettronica: qui ci concentriamo su cosa succede dopo, al momento dell'invio.

I 3 canali per inviare la fattura allo SDI

Per trasmettere una fattura elettronica allo SDI hai tre strade: il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate, la PEC, oppure un software con canale accreditato. Vediamole una per una.

1. Portale Fatture e Corrispettivi (Agenzia delle Entrate)

È il canale gratuitomesso a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. Accedi con SPID, CIE o CNS, compili la fattura campo per campo nell'interfaccia web e la trasmetti. Funziona, ma è pensato per chi emette poche fatture: l'interfaccia è macchinosa, non salva un'anagrafica clienti comoda, non ti aiuta con i calcoli e ogni fattura va compilata da zero. Le ricevute vanno controllate manualmente nel portale.

2. PEC (posta elettronica certificata)

Puoi inviare il file XML come allegato a una PEC indirizzata a sdi01@pec.fatturapa.it(solo per il primo invio: lo SDI ti risponde indicando l'indirizzo da usare per i successivi). È il canale più artigianale: devi generare l'XML con un altro strumento, gestire a mano le ricevute che arrivano via PEC e tenere traccia di tutto da solo. In più serve una casella PEC attiva e configurata. Oggi ha poco senso, se non per invii occasionali di chi ha già dimestichezza con il tracciato XML.

3. Software con canale accreditato

È la strada che usa la maggior parte delle partite IVA. Il software di fatturazione genera l'XML e lo trasmette allo SDIattraverso un canale telematico accreditato presso l'Agenzia delle Entrate. Tu compili la fattura in un'interfaccia normale, premi "invia" e il software fa il resto: trasmissione, ricezione delle ricevute e aggiornamento dello stato della fattura (consegnata, scartata, mancata consegna). Non serve la PEC, non serve firmare nulla, non serve sapere cos'è un XML.

Quale scegliere?

Emetti 2-3 fatture l'anno? Il portale gratuito dell'Agenzia può bastare. Fatturi con regolarità? Un software con canale accreditato ti fa risparmiare tempo a ogni invio e ti evita di dover interpretare le ricevute a mano.

Con FaiPreventivo invii la fattura allo SDI direttamente dall'editor: niente PEC, niente configurazione, ricevute gestite in automatico.

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Le ricevute dello SDI: RC, NS e MC spiegate in pratica

Dopo l'invio, lo SDI ti risponde sempre con una ricevuta. È il momento più importante di tutto il processo, perché la ricevuta ti dice se la fattura è emessa, consegnata o rifiutata. Le tre che incontrerai sono RC, NS e MC.

RC — Ricevuta di consegna: tutto ok

La ricevuta di consegna (RC) è la risposta che speri di ricevere: significa che lo SDI ha accettato la fattura e l'ha consegnataal canale del destinatario (codice destinatario o PEC). Il processo è concluso: la fattura è emessa e recapitata. Non devi fare nient'altro, se non conservare la ricevuta insieme alla fattura — fa fede sulla data di consegna in caso di contestazioni.

NS — Ricevuta di scarto: la fattura non esiste, hai 5 giorni

La ricevuta di scarto (NS) significa che lo SDI ha rifiutato la fattura per un errore formale: a tutti gli effetti fiscali è come se non l'avessi mai emessa. La ricevuta contiene il codice errore e la descrizione del problema. Da quel momento hai 5 giorni effettivi(non lavorativi) per correggere l'errore e ritrasmettere la fattura con lo stesso numero e la stessa data.

Due cose da non fare quando arriva uno scarto: non emettere una nota di credito (non serve: il documento scartato non esiste fiscalmente, non c'è nulla da stornare) e non assegnare un numero nuovo alla fattura corretta, altrimenti crei un buco nella numerazione. Si corregge e si reinvia con lo stesso identico numero.

MC — Mancata consegna: la fattura è emessa, ma avvisa il cliente

La mancata consegna (MC) è il caso intermedio che confonde di più. Significa che lo SDI ha accettato la fattura ma non è riuscito a recapitarla al destinatario: la PEC era piena, il canale non rispondeva, oppure hai usato il codice 0000000 per un cliente privato. La differenza fondamentale rispetto allo scarto: la fattura è comunque emessa e valida. Lo SDI la mette a disposizione del cliente nel suo cassetto fiscalesul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa devi fare tu: avvisare il cliente che la fattura è disponibile nella sua area riservata, consegnandogli una copia di cortesia in PDF. La copia ha solo valore informativo — il documento fiscale resta quello transitato dallo SDI — ma è il modo pratico per farti pagare senza aspettare che il cliente controlli il cassetto fiscale. Per i clienti privati la MC è la norma, non un errore: con i sette zeri la consegna diretta non avviene mai. Se vuoi approfondire come funziona il recapito, leggi la guida sul codice destinatario SDI.

Tabella delle ricevute: significato e cosa fare

Ecco il riepilogo delle ricevute che puoi ricevere dallo SDI, con il significato e l'azione pratica da fare in ogni caso.

RicevutaSignificatoLa fattura è emessa?Cosa devi fare
RC — Ricevuta di consegnaFattura accettata e consegnata al destinatarioNulla: conserva la ricevuta
NS — Ricevuta di scartoFattura rifiutata per errore formaleNo, mai esistitaCorreggi e reinvia entro 5 giorni con lo stesso numero
MC — Mancata consegnaFattura accettata ma non recapitata al canale del clienteAvvisa il cliente e invia la copia di cortesia in PDF
AT — Attestazione di trasmissioneDopo MC verso la PA: impossibile recapitare l'ufficioInoltra l'attestazione all'ente per vie ordinarie

Per completezza: nelle fatture verso la Pubblica Amministrazione esistono anche le notifiche di esito committente(accettazione o rifiuto da parte dell'ente) e la decorrenza termini (DT), che scatta se l'ente non risponde entro 15 giorni. Tra privati (B2B e B2C) queste notifiche non esistono: il cliente non può "rifiutare" la fattura tramite lo SDI.

Gli errori di scarto più comuni (e come evitarli)

La maggior parte degli scarti deriva da una manciata di errori ricorrenti, quasi sempre legati ai dati anagrafici. Ecco i codici che incontrerai più spesso nella ricevuta di scarto.

  • 00404 — Fattura duplicata: hai già trasmesso una fattura con lo stesso numero e anno. Capita quando si reinvia per sbaglio un file già accettato o si riusa un numero. Soluzione: controlla il registro delle fatture inviate prima di trasmettere.
  • 00305 — IdFiscaleIVA del cessionario non valido: la partita IVA del clienteè errata o inesistente in Anagrafe Tributaria. Verifica il numero con il cliente o con il servizio di verifica partite IVA dell'Agenzia.
  • 00306 — Codice fiscale del cessionario non valido: come sopra, ma per il codice fiscale. Attenzione a refusi, lettere mancanti e codici scaduti.
  • 00301 — IdFiscaleIVA del cedente non valido: la tua partita IVA è scritta male nel profilo. Da correggere una volta sola nelle impostazioni del software.
  • 00471 — Cedente e cessionario coincidono: hai indicato la stessa partita IVA sia come emittente sia come cliente. Tipico errore da test o da compilazione frettolosa: per il tipo documento ordinario, le due parti devono essere soggetti diversi.

La buona notizia: questi errori si prevengono quasi tutti prima dell'invio. Un software fatto bene valida partita IVA, codice fiscale, CAP e totali mentre compili, e ti blocca prima di trasmettere un file che verrebbe scartato. È molto più comodo che interpretare un codice errore a posteriori.

Tempi dello SDI: quanto aspettare la ricevuta

Lo SDI risponde in genere entro pochi minuti, ma il termine massimo previsto dalle specifiche è di 5 giorni. In pratica: la maggior parte delle ricevute arriva tra qualche secondo e qualche ora, con tempi più lunghi nei periodi di picco (fine mese, fine trimestre, scadenze fiscali). Finché la ricevuta non arriva, la fattura è "in elaborazione": non è ancora emessa, ma nemmeno scartata. Non reinviarla: rischi solo lo scarto per duplicazione (00404) quando la prima trasmissione viene accettata.

Un dettaglio sui tempi che conta per la data di emissione: la fattura immediata va trasmessa allo SDI entro 12 giornidalla data dell'operazione. Se emetti il 30 del mese, hai fino al 12 del mese successivo per l'invio — ma la data documento resta quella dell'operazione.

Smetti di controllare ricevute a mano: FaiPreventivo trasmette la fattura allo SDI e aggiorna lo stato da solo — consegnata, scartata o da reinviare.

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Domande frequenti

Le risposte rapide alle domande più comuni sull'invio della fattura elettronica allo SDI.

Come si invia una fattura elettronica allo SDI?
Ci sono tre canali: il portale gratuito Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, l'invio via PEC a sdi01@pec.fatturapa.it, oppure un software con canale accreditato che trasmette il file XML in automatico. Per chi fattura con regolarità, il software è la via più semplice perché gestisce anche le ricevute.
Cos'è la ricevuta di consegna (RC)?
È il messaggio con cui lo SDI conferma di aver consegnato la fattura al destinatario. Il processo è concluso correttamente: la fattura è emessa e recapitata. Conservala insieme alla fattura.
Cosa fare se la fattura viene scartata dallo SDI?
La fattura scartata è come se non fosse mai stata emessa. Hai 5 giorni effettivi per correggere l'errore indicato nella ricevuta di scarto e ritrasmettere la fattura con lo stesso numero e la stessa data. Non serve una nota di credito e non va usato un numero nuovo.
Cosa significa la ricevuta di mancata consegna (MC)?
Lo SDI ha accettato la fattura ma non è riuscito a recapitarla al canale del destinatario (PEC piena, canale non disponibile o codice 0000000). La fattura è comunque emessa e valida: viene messa a disposizione nel cassetto fiscale del cliente, e tu devi avvisarlo inviandogli una copia di cortesia in PDF.
Quanto tempo impiega lo SDI a rispondere?
In genere pochi minuti, con un termine massimo di 5 giorni. Nei periodi di picco i tempi possono allungarsi a qualche ora. Finché non arriva una ricevuta, la fattura è in elaborazione: non reinviarla, rischieresti lo scarto per duplicazione.
Quali sono gli errori di scarto più comuni?
Il codice 00404 (fattura duplicata), i codici 00305 e 00306 (partita IVA o codice fiscale del cliente non validi), il codice 00301 (partita IVA dell'emittente non valida) e il codice 00471 (cedente e cessionario coincidono). Quasi tutti si prevengono validando i dati anagrafici prima dell'invio.
Serve la PEC per inviare le fatture allo SDI?
No. La PEC è solo uno dei tre canali possibili. Puoi usare il portale dell'Agenzia delle Entrate o un software con canale accreditato, che trasmette la fattura senza che tu debba avere o configurare una PEC. Ne parliamo nella guida dedicata alla fattura elettronica senza PEC.

Conclusione

Inviare una fattura elettronica allo SDI non è complicato, una volta capito il meccanismo: scegli un canale di invio, trasmetti il file e leggi la ricevuta. RC significa che è andato tutto bene; NS che devi correggere e reinviare entro 5 giorni con lo stesso numero; MC che la fattura è emessa ma devi avvisare il cliente. Gli scarti, nella stragrande maggioranza dei casi, dipendono da dati anagrafici sbagliati — e si prevengono validando i dati prima dell'invio.

Con FaiPreventivo tutto questo è automatico: compili la fattura, il software valida i dati, genera l'XML conforme e lo invia allo SDI direttamente, tramite canale accreditato — senza PEC, senza registrazioni su portali esterni. Le ricevute arrivano da sole e lo stato della fattura si aggiorna in tempo reale. Se invece vuoi prima ripassare le basi, parti dalla guida su come fare una fattura elettronica o scopri come farla gratis.

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