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È la domanda che fa tutti i nuovi forfettari: quali spese posso scaricare? La risposta spiazza, ma è netta: nel regime forfettario le spese reali non si deducono. Non scarichi il computer, non scarichi l'affitto dello studio, non scarichi la benzina. Al posto delle spese effettive c'è il coefficiente di redditività, una percentuale fissa che decide quanto del tuo fatturato diventa reddito tassabile. In questa guida vediamo perché funziona così, cosa si deduce davvero (i contributi previdenziali), e come capire se il forfettario è il regime giusto per te o se ti conviene l'ordinario.
In breve
- Nel forfettario le spese reali non si deducono: non esiste la deduzione analitica dei costi.
- Il reddito imponibile = ricavi × coefficiente di redditività (in base al codice ATECO). La parte restante è la deduzione forfettaria delle spese.
- L'unica deduzione effettiva sono i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno.
- Niente recupero dell'IVA sugli acquisti: il forfettario non la detrae.
- Con molti costi il regime ordinario può convenire di più: valuta sempre sui numeri.
Nel forfettario le spese NON si deducono: come funziona davvero
Partiamo dall'equivoco più diffuso. Chi viene dal mondo del lavoro dipendente, o ha sentito parlare di partita IVA "ordinaria", dà per scontato che ogni costo dell'attività abbatta le tasse. Nel regime forfettario (L. 190/2014) non è così: non esiste la deduzione analitica delle spese. Puoi anche spendere migliaia di euro in attrezzatura, software, affitto e trasferte, ma quei costi non riducono il reddito imponibile.
Il motivo è nel nome stesso del regime. "Forfettario" significa che lo Stato riconosce una deduzione forfettaria dei costi, uguale per tutti quelli che svolgono la stessa tipologia di attività, a prescindere da quanto hai realmente speso. Questa deduzione è già incorporata nel coefficiente di redditività: una percentuale che, applicata ai tuoi ricavi, lascia fuori una quota considerata "spese" e tassa solo il resto.
In pratica: invece di farti tenere lo scontrino di ogni acquisto, il legislatore ha deciso a priori che, ad esempio, un professionista "guadagna" il 78% di quello che incassa e il restante 22% se ne va in costi. Quel 22% è la tua deduzione forfettaria. Non devi documentare nulla, ma non puoi nemmeno dedurre di più, anche se hai speso il 50%.
Il coefficiente di redditività che sostituisce le spese
Il coefficiente di redditività è il cuore del calcolo. È una percentuale stabilita per legge in base al codice ATECO della tua attività, raggruppato per macro-categorie. Si applica ai ricavi o compensi incassati e restituisce il reddito imponibile:
Reddito imponibile = Ricavi incassati × Coefficiente di redditività
I coefficienti variano sensibilmente per gruppo di attività. A titolo indicativo, le fasce previste dalla normativa sono le seguenti (verifica sempre il valore esatto per il tuo codice ATECO con il commercialista, perché dipende dal raggruppamento preciso):
| Tipo di attività | Coefficiente (indicativo) |
|---|---|
| Professioni e attività professionali | 78% |
| Altre attività economiche | 67% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | 40% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Intermediari del commercio | 62% |
Facciamo un esempio concreto. Un consulente con coefficiente del 78% che incassa 30.000 € nell'anno ha un reddito imponibile di 23.400 € (30.000 × 0,78). Gli altri 6.600 € sono la deduzione forfettaria delle spese: vengono sottratti automaticamente, che tu abbia speso 6.600 € o 200 €. Da quel reddito imponibile si sottraggono poi i contributi previdenziali e si applica l'imposta sostitutiva.
Capisci subito la logica: se hai pochi costi reali, il forfettario è generosissimo (lo Stato ti regala una deduzione che non hai sostenuto). Se hai molti costi, il coefficiente può penalizzarti. Per fare i conti sul tuo caso puoi partire dal calcolatore per il regime forfettario, che stima reddito, contributi e imposta sul tuo fatturato.
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Cosa si deduce comunque: i contributi previdenziali
C'è una deduzione che esiste eccome anche nel forfettario, ed è importante non confonderla con le spese: i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno. Parliamo di:
- Gestione separata INPS, per i professionisti senza cassa.
- Gestione artigiani e commercianti INPS, per chi esercita attività d'impresa.
- Casse professionali (es. la cassa del proprio ordine) per le professioni che ne hanno una.
Questi contributi si sottraggono dal reddito imponibile già ridotto dal coefficiente, primadi calcolare l'imposta sostitutiva. Riprendiamo il consulente di prima:
- Reddito imponibile (30.000 × 78%): 23.400 €
- Contributi previdenziali versati nell'anno: 5.500 € (esempio)
- Base imponibile per l'imposta: 17.900 €
Su quei 17.900 € si applica l'imposta sostitutiva, che nel forfettario è agevolata rispetto all'IRPEF ordinaria (l'aliquota ridotta vale per i primi anni di attività al ricorrere dei requisiti di legge, poi si applica l'aliquota a regime; verifica con il commercialista la percentuale applicabile al tuo caso e all'anno in corso). Morale: tieni traccia dei contributi pagati, perché sono l'unica leva fiscale reale che hai a disposizione.
Forfettario vs ordinario: quando le spese contano
La grande differenza tra i due regimi è esattamente qui. Nel regime ordinario le spese inerenti all'attività si deducono analiticamente: ogni costo documentato (con i limiti e le percentuali previsti dalla legge per ciascuna categoria) riduce il reddito imponibile. Nel forfettario, come abbiamo visto, le spese sono già "pagate" dal coefficiente e non si toccano.
| Aspetto | Forfettario | Ordinario |
|---|---|---|
| Deduzione spese reali | No (forfettaria via coefficiente) | Sì (analitica) |
| IVA sugli acquisti | Non detraibile (costo) | Detraibile |
| Contributi previdenziali | Deducibili | Deducibili |
| Imposta sui redditi | Sostitutiva agevolata | IRPEF a scaglioni |
| Adempimenti | Semplificati | Più complessi |
La regola pratica: il forfettario premia chi ha pochi costi (consulenti, liberi professionisti, freelance digitali), mentre l'ordinario premia chi ha costi alti(attività con magazzino, attrezzature costose, personale, locali). Se i tuoi costi reali superano stabilmente la quota forfettaria riconosciuta dal coefficiente, la deduzione analitica dell'ordinario può ripagare la maggiore complessità.
Errori comuni di chi pensa di scaricare i costi
Ecco i fraintendimenti che vediamo più spesso tra i nuovi forfettari. Riconoscerli ti evita delusioni e scelte sbagliate.
- "Compro il computer così pago meno tasse."Falso. Nel forfettario l'acquisto non riduce il reddito: paghi le stesse imposte che pagheresti senza comprarlo. Resta un costo reale per la tua liquidità, ma fiscalmente neutro.
- "Mi faccio fare la fattura intestata alla partita IVA per detrarla." Inutile ai fini della deduzione: l'intestazione non cambia nulla, perché non c'è deduzione analitica. E l'IVA su quella fattura non la recuperi.
- "Tengo tutti gli scontrini per il commercialista."Per il forfettario non servono ai fini del reddito (è bene comunque conservare la documentazione di ricavi e contributi). La gestione documentale dei costi è una caratteristica dell'ordinario.
- "L'auto la scarico al 20%."Quella è una regola del regime ordinario. Nel forfettario nessuna percentuale dell'auto è deducibile in più rispetto al coefficiente.
- "Confondo i contributi con le spese." Errore opposto e frequente: i contributi previdenziali SI deducono, le spese di gestione no. Non dimenticare di indicare i contributi versati, o pagherai imposte su una base più alta del dovuto.
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Come capire se ti conviene il forfettario
Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dai tuoi numeri. Ma puoi farti tre domande semplici per orientarti.
- Quanto spendo davvero per lavorare?Se i tuoi costi reali sono molto sotto la quota forfettaria (la parte di ricavi che il coefficiente lascia fuori), il forfettario ti regala una deduzione che non hai sostenuto. Se invece spendi più di quella quota, l'ordinario merita un calcolo.
- Rientro nei requisiti di legge?Il forfettario ha una soglia di ricavi e alcune cause di esclusione (verifica i limiti aggiornati per l'anno in corso). Sopra la soglia o in presenza di cause ostative, l'ordinario diventa obbligatorio.
- Quanto peso voglio dare alla semplicità?Il forfettario ha adempimenti ridotti, niente IVA, contabilità minima. Per molti freelance questo vantaggio, sommato all'imposta agevolata, supera la mancata deduzione delle spese.
Per i conti precisi, parti dal calcolatore forfettario e poi confronta il risultato con una simulazione in regime ordinario fatta dal commercialista. Se vuoi capire anche come funziona l'IVA quando passi all'ordinario, è utile la guida al calcolo dell'IVA nel preventivo.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi più comuni sulle spese deducibili in regime forfettario.
Nel regime forfettario si possono dedurre le spese?
Cos'è il coefficiente di redditività?
Cosa si può dedurre davvero nel forfettario?
L'IVA sugli acquisti si recupera nel forfettario?
Conviene il forfettario se ho molte spese?
Posso scaricare il computer o l'auto nel forfettario?
I contributi INPS pagati si deducono nel forfettario?
Come capisco se mi conviene il forfettario o l'ordinario?
Conclusione
La verità sulle spese deducibili in partita IVA forfettario sta in una frase: non si deducono. Al loro posto c'è il coefficiente di redditività, che fissa per legge quanta parte dei tuoi ricavi diventa reddito e quanta è considerata spesa, uguale per tutti. L'unica deduzione reale sono i contributi previdenzialiversati nell'anno. Per questo il forfettario è imbattibile quando hai pochi costi, e va valutato con attenzione quando i costi crescono. Le percentuali e i requisiti cambiano nel tempo: prima di decidere il regime, verifica i valori aggiornati e fatti aiutare dal commercialista.
Quello che puoi semplificare da subito è la gestione dei documenti. Con FaiPreventivo crei preventivi e fatture conformi al forfettario, senza IVA e con la dicitura di legge, e li invii al cliente in pochi secondi. Quando ti serve, generi anche la fattura elettronica conforme FatturaPA, pronta per il Sistema di Interscambio. Se vuoi approfondire gli obblighi del tuo regime, parti dalla guida alla fattura elettronica per forfettari e a come fare una fattura elettronica.
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