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La fattura elettronica è obbligatoria per la quasi totalità delle partite IVA italiane: dal 1° gennaio 2019 le fatture tra soggetti residenti viaggiano attraverso il Sistema di Interscambio (SDI), e dal 1° gennaio 2024 l'obbligo è stato esteso anche ai forfettari senza più alcuna soglia di esonero. In questa guida vediamo quando è obbligatoria, chi è ancora esonerato, come gestire le operazioni verso privati, Pubblica Amministrazione ed estero, e cosa rischi se emetti ancora una fattura cartacea quando serve quella elettronica.
In breve
- Fattura elettronica via SDI obbligatoria per i soggetti residenti dal 1° gennaio 2019.
- Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo include anche i forfettari: nessuna soglia di esonero.
- Restano fuori pochi casi specifici (es. alcune fatture sanitarie verso privati): da verificare con il commercialista.
- Le fatture verso privati, PA ed estero seguono regole di compilazione dedicate ma restano elettroniche.
- Una fattura cartacea dove serve l'elettronica è come non emessa: sanzioni e IVA non detraibile per il cliente.
L'obbligo generale di fattura elettronica via SDI
La regola di fondo è semplice: se hai una partita IVA e fatturi a un altro soggetto residente o stabilito in Italia, la fattura va emessa in formato elettronico e trasmessa al Sistema di Interscambio. Lo SDI è la piattaforma dell'Agenzia delle Entrate che riceve la fattura in formato XML FatturaPA, ne controlla la correttezza formale e la recapita al destinatario. Non si tratta di un PDF inviato per email: è un file strutturato che segue uno standard preciso e passa da un canale ufficiale.
L'obbligo generalizzato tra privati (operazioni B2B e B2C) è in vigore dal 1° gennaio 2019. Prima riguardava soltanto le fatture verso la Pubblica Amministrazione, obbligatorie già dal 2014-2015. Da allora il perimetro si è progressivamente allargato, fino a coprire praticamente tutti i soggetti passivi IVA. In concreto: l'artigiano che fattura a un'azienda, il libero professionista che emette parcella, il commerciante, la società di servizi — tutti emettono fattura elettronica.
Il punto di partenza pratico è quasi sempre lo stesso: prima si fa un preventivo, poi, una volta accettato, lo si trasforma in fattura elettronica. Se vuoi capire passo per passo come funziona l'emissione, abbiamo una guida dedicata su come fare la fattura elettronica.
Dal 2024 anche i forfettari: nessuna soglia di esonero
Per anni i contribuenti in regime forfettario(L. 190/2014) e quelli in regime di vantaggio hanno potuto emettere fatture cartacee, restando fuori dall'obbligo elettronico. Quella fase è chiusa. L'obbligo è entrato in vigore in due tempi:
- dal 1° luglio 2022per i forfettari che, nell'anno precedente, avevano superato una determinata soglia di ricavi o compensi;
- dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri, anche quelli con ricavi molto bassi, eliminando ogni esenzione legata al fatturato.
Il risultato è che nel 2026 ogni forfettario emette fattura elettronica, qualunque sia il suo giro d'affari. Anche chi fattura poche centinaia di euro l'anno deve passare dallo SDI. Per i forfettari valgono alcune particolarità di compilazione — l'indicazione del regime fiscale di riferimento, l'assenza dell'IVA, l'eventuale marca da bollo virtuale sopra una certa soglia — che abbiamo approfondito nella guida alla fattura elettronica per forfettari.
Una preoccupazione ricorrente di chi è appena passato al forfettario riguarda i canali: devo avere per forza una PEC?La risposta è no. Per emettere le fatture basta un servizio collegato allo SDI; la casella PEC è solo uno dei modi possibili, non un requisito. Su questo punto c'è una guida specifica sulla fattura elettronica senza PEC.
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I casi ancora esonerati o particolari
Gli esoneri rimasti sono pochi e ben circoscritti. I principali, da intendere come indicazioni generali e non come elenco esaustivo, sono:
- Operatori sanitari verso persone fisiche: per le prestazioni i cui dati confluiscono nel Sistema Tessera Sanitaria, vige il divieto di trasmettere allo SDI dati sanitari riferiti a singoli pazienti. Per quelle fatture verso privati si continua a emettere il documento in formato tradizionale. È un esonero più volte prorogato e periodicamente rivisto.
- Alcune associazioni e categorie particolariindividuate dalla normativa, che in determinate condizioni restano fuori dall'obbligo.
- Operazioni documentate da altri strumenti (ad esempio i corrispettivi telematici di chi fa scontrino o ricevuta), che seguono regole proprie e non passano necessariamente dalla fattura elettronica.
Attenzione però: questi esoneri sono l'eccezione, non la regola, e cambiano nel tempo con le proroghe e le revisioni di legge. Se pensi di rientrare in un caso esonerato, non darlo per scontato: verifica la tua posizione specifica con il commercialista, perché un errore di valutazione si traduce in fatture emesse nel formato sbagliato.
Operazioni verso privati, PA ed estero
Il formato elettronico resta obbligatorio, ma la compilazione cambia a seconda del destinatario. Ecco i tre scenari più comuni.
| Destinatario | Cosa indicare | Formato |
|---|---|---|
| Cliente privato (no P.IVA) | Codice destinatario "0000000", PEC vuota, copia di cortesia al cliente | Elettronico |
| Azienda / partita IVA | Codice destinatario di 7 caratteri o PEC del cliente | Elettronico |
| Pubblica Amministrazione | Codice univoco IPA a 6 caratteri, eventuali CIG/CUP e split payment | Elettronico |
| Cliente estero (UE / extra-UE) | Codice destinatario convenzionale per l'estero ("XXXXXXX") | Elettronico (via SDI) |
Verso i privati consumatori la fattura è comunque elettronica: si valorizza il codice destinatario con sette zeri e si lascia vuota la PEC. Il cliente riceve una copia di cortesia(PDF o cartacea) e ritrova l'originale nella sua area riservata dell'Agenzia delle Entrate.
Verso la Pubblica Amministrazione si usa il codice univoco ufficio (IPA) e spesso si applicano lo split payment e l'indicazione di CIG e CUP. Verso l'estero, le operazioni con soggetti non stabiliti in Italia si comunicano sempre tramite SDI con il codice destinatario convenzionale per l'estero: questo flusso ha di fatto sostituito il vecchio esterometro come comunicazione separata.
Cosa succede se emetti una fattura cartacea quando serve l'elettronica
Qui sta il rischio più sottovalutato. Una fattura emessa in formato cartaceo o come semplice PDF, quando è obbligatorio il formato elettronico, ai fini fiscali si considera come non emessa. Non è una formalità: è esattamente come se quella fattura non esistesse.
Le conseguenze tipiche sono due:
- Sanzioni per l'emittente, proporzionali all'imposta relativa all'operazione non documentata correttamente. L'entità dipende dalla situazione e dalle norme vigenti al momento, quindi va valutata caso per caso.
- IVA non detraibile per il cliente, che non ha un documento valido su cui esercitare la detrazione: un problema commerciale, oltre che fiscale, perché il cliente ti chiederà comunque la fattura corretta.
Se ti accorgi di aver emesso un documento nel formato sbagliato, la strada per limitare i danni è il ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare la posizione riducendo le sanzioni. Resta comunque un'operazione da fare con il commercialista, e molto meglio evitarla a monte emettendo da subito nel formato giusto. Se l'operazione include interessi o ritardi di pagamento, può tornarti utile anche il calcolatore degli interessi di mora.
Emetti la fattura nel formato giusto fin dal primo invio: FaiPreventivo crea l'XML FatturaPA conforme e lo trasmette allo SDI, così non rischi sanzioni per il formato sbagliato.
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Come metterti in regola in pratica
Mettersi in regola con la fattura elettronica è più rapido di quanto sembri. Ecco i passaggi essenziali, validi sia se sei forfettario sia in regime ordinario.
- 1. Scegli un servizio collegato allo SDI.Non serve la PEC né software complicati: basta uno strumento che generi l'XML FatturaPA e lo invii al Sistema di Interscambio per te.
- 2. Inserisci una volta i tuoi dati emittente. Partita IVA, codice fiscale, regime fiscale, indirizzo: si compilano una volta sola e vengono riportati su ogni fattura.
- 3. Compila la fattura con i dati del cliente. Codice destinatario o PEC per le aziende, sette zeri per i privati, codice IPA per la PA, codice estero per i clienti fuori Italia.
- 4. Lascia che il software controlli e invii.Un buon servizio valida l'XML prima dell'invio (P.IVA, codice fiscale, indirizzo, importi) ed evita gli scarti dello SDI per errori formali.
- 5. Conserva le fatture a norma. Le e-fatture vanno conservate digitalmente per dieci anni; verifica con il commercialista la modalità più adatta alla tua situazione.
Un dettaglio che molti dimenticano: la fattura elettronica nasce quasi sempre da un preventivo. Partire da un preventivo ben fatto e convertirlo in fattura riduce gli errori e ti fa risparmiare tempo. Se sei forfettario, prima ancora puoi stimare quanto ti resterà in tasca con il calcolatore per il regime forfettario.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi più comuni sull'obbligo di fattura elettronica.
La fattura elettronica è obbligatoria per tutte le partite IVA?
I forfettari devono emettere la fattura elettronica nel 2026?
Chi è ancora esonerato dalla fattura elettronica?
Come si emette una fattura verso un cliente privato?
Le operazioni verso l'estero vanno comunicate in modo elettronico?
Cosa succede se emetto una fattura cartacea quando serve l'elettronica?
Serve la PEC per emettere la fattura elettronica?
Da quando è scattato l'obbligo di fattura elettronica?
Conclusione
La risposta alla domanda "quando è obbligatoria la fattura elettronica" nel 2026 è quasi sempre la stessa: sempre. Tra soggetti residenti l'obbligo via SDI è in vigore dal 2019 e dal 2024 copre anche tutti i forfettari, senza più soglie. Gli esoneri rimasti sono eccezioni circoscritte da verificare caso per caso, mentre emettere una cartacea dove serve l'elettronica equivale a non aver emesso la fattura, con sanzioni e IVA non detraibile per il cliente.
La buona notizia è che metterti in regola richiede pochi minuti. Con FaiPreventivo crei la fattura elettronica in formato FatturaPA conforme, la validi prima dell'invio e la trasmetti direttamente allo SDI — partendo, se vuoi, da un preventivo e arrivando alla fattura senza riscrivere nulla.
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