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La nota di debito è il documento con cui aumenti un importo già fatturato a un cliente: hai emesso una fattura per un valore inferiore al dovuto e devi integrarla. Nella fattura elettronica si trasmette con il tipo documento TD05. È l'opposto esatto della nota di credito (TD04), che invece riduce un importo. In questa guida vediamo cos'è, quando si emette, come si compila l'XML con DatiFattureCollegate, in cosa differisce dalla nota di credito e come gestire numerazione e IVA, con un esempio pratico in euro.
In breve
- La nota di debito aumenta un importo già fatturato (imponibile, IVA o entrambi).
- Nella fattura elettronica si usa il tipo documento TD05.
- Va collegata alla fattura originaria con il blocco DatiFattureCollegate nell'XML.
- È l'opposto della nota di credito (TD04), che riduce l'importo.
- Segue la numerazione progressiva delle fatture emesse e, se imponibile, genera nuova IVA a debito.
Cos'è la nota di debito e a cosa serve
La nota di debito è una variazione in aumento di una fattura già emessa. In pratica dice al cliente: "Quella fattura era troppo bassa, ti devo addebitare ancora questo importo". Serve a correggere un addebito in difetto: hai fatturato meno del dovuto e devi recuperare la differenza, sia essa di imponibile, di IVA o di entrambi.
Dal punto di vista fiscale è un documento a tutti gli effetti come la fattura: viene registrato, concorre alla liquidazione IVA del periodo e, nella fattura elettronica, va trasmesso al Sistema di Interscambio (SDI). La differenza è che non nasce da zero: integra un documento precedente, a cui resta collegata. Per questo si parla di "nota di variazione".
Attenzione a non confondere la nota di debito fiscale (che integra una fattura) con le note di debito puramente commerciali che a volte circolano tra aziende per addebitare penali, interessi o rimborsi: queste ultime possono avere una natura diversa e una rilevanza IVA che va valutata caso per caso. Qui parliamo della nota di debito TD05, quella che si usa nel ciclo della fatturazione elettronica per aumentare un'operazione già fatturata.
Quando si emette: aumenti di imponibile o IVA
Si emette una nota di debito ogni volta che, dopoaver inviato una fattura, ci si accorge che l'importo addebitato era inferiore al dovuto. I casi tipici sono:
- Imponibile fatturato in difetto: hai scritto 900 € invece di 1.000 €, oppure hai dimenticato di addebitare una prestazione o una quantità concordata.
- Aliquota IVA troppo bassa:hai applicato il 10% dove andava il 22%, e devi recuperare la differenza d'imposta.
- Variazione in aumento del corrispettivo:dopo l'emissione le parti concordano un prezzo più alto, lavori extra o un conguaglio a tuo favore.
- Recupero di oneri non inclusi: interessi, spese o somme che dovevano essere addebitate e sono rimaste fuori dalla fattura originaria.
La logica è sempre la stessa: la fattura originaria resta valida, la nota di debito ne integra il valore con il solo importo aggiuntivo. Non si riemette tutto: si addebita la differenza. Se invece l'importo va ridotto (sconto riconosciuto dopo, reso, storno), allora non serve la nota di debito ma la nota di credito in fattura elettronica.
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Tipo documento TD05 e DatiFattureCollegate
Nella fattura elettronica ogni documento ha un codice tipo documento. Per la nota di debito il codice è TD05. È il valore che dice allo SDI: "questo non è una fattura ordinaria, è una variazione in aumento". (Per memoria: TD01 è la fattura, TD04 la nota di credito, TD05 la nota di debito.)
L'altro elemento decisivo è il blocco DatiFattureCollegatedell'XML FatturaPA. Qui indichi numero e data della fatturache stai integrando: è il filo che lega la nota di debito al documento originario e che permette all'Agenzia delle Entrate (e al tuo commercialista) di ricostruire la variazione. Senza questo collegamento la nota "galleggia" scollegata dalla fattura che corregge.
Per il resto la struttura dell'XML è quella di una normale fattura elettronica: blocco CedentePrestatore (chi emette), CessionarioCommittente (il cliente), le righe di dettaglio con il solo importo aggiuntivo da addebitare, e il riepilogo IVAcon l'aliquota corretta. La nota di debito si compila e si trasmette esattamente come una fattura: cambia il TipoDocumentoe si aggiunge il collegamento. Se vuoi ripassare l'intero flusso di emissione, leggi la guida su come fare la fattura elettronica.
Differenza con la nota di credito (TD04)
Nota di debito e nota di credito sono due variazioni di segno opposto. La prima aumenta, la seconda diminuisce. È l'unica vera differenza da tenere a mente, ma cambia tutto:
| Aspetto | Nota di debito (TD05) | Nota di credito (TD04) |
|---|---|---|
| Effetto sull'importo | Aumenta | Diminuisce |
| Effetto sull'IVA | Più IVA a debito | Meno IVA a debito |
| Quando si usa | Hai fatturato troppo poco | Hai fatturato troppo / reso / sconto |
| Collegamento alla fattura | DatiFattureCollegate | DatiFattureCollegate |
Nella pratica capita più spesso di emettere note di credito che note di debito: ridurre un importo (per un reso o uno sconto) è più frequente che doverlo aumentare. Ma la nota di debito è altrettanto importante, perché è lo strumento corretto per regolarizzare un addebito insufficiente senza dover annullare e riemettere l'intera fattura.
Numerazione e IVA della nota di debito
Numerazione. La nota di debito segue la stessa numerazione progressiva delle fatture emesse: prende il numero successivo della tua serie, come una fattura qualsiasi. Non esiste l'obbligo di una serie separata, ma è prassi comune usare un prefisso o una serie dedicata (per esempio ND-2026-001) per ritrovarle facilmente nel registro. L'importante è che la numerazione resti progressiva e senza buchi. Se vuoi approfondire le regole, leggi la guida alla numerazione delle fatture elettroniche.
IVA. Quando la variazione in aumento riguarda un'operazione imponibile, la nota di debito espone una nuova IVA a debito che concorre alla liquidazione del periodo in cui viene emessa: in concreto aumenta l'IVA da versare. Se invece la differenza riguarda importi non imponibili, esenti o fuori campo, non genera nuova imposta, ma resta comunque una variazione in aumento dell'imponibile o del corrispettivo. Per ricontrollare i conteggi dell'imposta puoi usare il calcolatore dell'IVA.
Una nota pratica: l'aliquota e l'eventuale natura IVA della nota di debito devono essere coerenti con la differenza che stai recuperando, non per forza identiche all'intera fattura originaria. Se l'errore era proprio nell'aliquota, la nota di debito serve appunto a recuperare la differenza d'imposta con l'aliquota corretta.
Esempio pratico di nota di debito
Vediamo il meccanismo con numeri concreti. Uno studio di consulenza emette a marzo la fattura n. 12/2026 con imponibile 1.000 € + IVA 22% = 1.220 €. Ad aprile le parti concordano una prestazione aggiuntiva del valore di 300 €che andava ricompresa nello stesso incarico. L'importo era stato fatturato in difetto: serve una nota di debito.
Lo studio emette la nota di debito TD05 n. 25/2026, collegata alla fattura 12/2026 nel blocco DatiFattureCollegate, con il solo importo aggiuntivo:
- Imponibile aggiuntivo: 300,00 €
- IVA 22% sull'aggiunta: 66,00 €
- Totale nota di debito: 366,00 €
- Riferimento: fattura n. 12 del 2026 (DatiFattureCollegate)
Risultato: il cliente ha addebitato, tra fattura e nota, un imponibile complessivo di 1.300 € + IVA 22% (286 €), totale 1.586 €. La fattura originaria non viene toccata: la nota di debito la integra. I 66 € di IVA aggiuntiva concorrono alla liquidazione del periodo di emissione della nota.
È esattamente questo il punto delicato da fare a mano: ricordarsi il TipoDocumento TD05, compilare bene il collegamento alla fattura, mettere il solo importo da recuperaree l'aliquota giusta. Un editor di fatturazione che parte dalla fattura originaria toglie ogni rischio di sbaglio.
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Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi più comuni sulla nota di debito TD05.
Cos'è la nota di debito?
Quando si emette una nota di debito TD05?
Che differenza c'è tra nota di debito (TD05) e nota di credito (TD04)?
Come si compila la nota di debito nell'XML FatturaPA?
La nota di debito ha una numerazione propria?
La nota di debito aumenta l'IVA da versare?
Il cliente può chiedere lui una nota di debito?
C'è un termine entro cui emettere la nota di debito?
Conclusione
La nota di debito sta in una frase: serve ad aumentareun importo già fatturato quando l'addebito era in difetto. Nella fattura elettronica è il tipo documento TD05, va collegata alla fattura originaria con DatiFattureCollegate, segue la numerazione progressiva e, se imponibile, genera nuova IVA a debito. È l'immagine speculare della nota di credito (TD04). Per i casi fiscali dubbi, il confronto con il commercialista resta sempre la scelta più prudente.
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