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Devi emettere una fattura a un privato senza partita IVA e ti blocchi subito: cosa scrivo dove di solito va la P.IVA? La risposta è più semplice di quanto sembri. La partita IVA serve a chi emette la fattura, non a chi la riceve: il tuo cliente privato ha solo il codice fiscale, e la fattura si fa lo stesso. In questa guida vediamo quando devi fatturare a un consumatore finale, come si usa il codice destinatario a sette zeri (0000000), quali dati sono obbligatori, come gestire IVA e marca da bollo e come il privato riceve davvero il documento.
In breve
- La P.IVA serve a te che emetti, non al cliente privato: basta il suo codice fiscale.
- Codice destinatario per i privati: 0000000 (sette zeri), campo PEC vuoto.
- Dati obbligatori del cliente: nome e cognome, codice fiscale e indirizzo completo.
- IVA e bollo dipendono dal tuo regime (ordinario o forfettario), non dal fatto che il cliente sia un privato.
- Il privato riceve la fattura nel suo cassetto fiscale; tu gli consegni una copia di cortesia.
Quando devi fare fattura a un privato (consumatore finale)
Un privatoè il consumatore finale: una persona fisica che acquista un bene o un servizio per uso personale, senza una partita IVA. Pensa al cliente del fotografo che ordina un servizio per il matrimonio, alla persona che chiama l'idraulico a casa, o a chi commissiona un sito a un freelance per un progetto personale. In tutti questi casi devi emettere fattura quando sei tu a essere obbligato a farloin base alla tua attività e al tuo regime, a prescindere dal fatto che dall'altra parte ci sia un'azienda o un privato.
Il punto chiave da fissare subito: l'obbligo di fattura nasce dalla tua posizione di emittente. Se la tua attività ti obbliga a fatturare e a emettere fattura elettronica, lo fai anche verso un privato. Il cliente non può chiederti di "non fare fattura": può al massimo ricevere una copia leggibile, ma il documento fiscale va emesso comunque.
L'unica vera differenza rispetto a una fattura tra aziende riguarda i dati identificativi e il recapito: dove di solito andrebbe la partita IVA del cliente, per un privato metti il suo codice fiscale; e come canale di recapito usi il codice destinatario convenzionale che vedremo tra poco. Il resto — imponibile, IVA, eventuale ritenuta, totale — si calcola esattamente come sempre.
Codice destinatario per i privati: i 7 zeri (0000000) e il codice fiscale
Nella fattura elettronica ogni destinatario ha un recapito telematico: un codice destinatario di 7 caratteri oppure un indirizzo PEC. Le aziende e i professionisti accreditano il proprio canale; un privato, di norma, non ne ha nessuno. Per questo lo standard FatturaPA prevede un codice destinatario convenzionale fatto di sette zeri: 0000000.
Quando compili una fattura verso un privato senza partita IVA, quindi:
- nel codice destinatario scrivi 0000000 (sette zeri);
- lasci vuoto il campo PEC destinatario: non vanno indicati entrambi;
- al posto della partita IVA, indichi il codice fiscale del cliente nel blocco del cessionario/committente.
Il codice 0000000 dice al Sistema di Interscambio (SDI): "questo destinatario non ha un canale telematico, mettigli la fattura nell'area riservata". Il documento viene così recapitato nel cassetto fiscaledel privato sul portale dell'Agenzia delle Entrate. Se vuoi approfondire la logica di questo campo — valido anche per altri scenari — leggi la guida dedicata al codice destinatario SDI.
Un equivoco frequente: usare 0000000 nonsignifica "senza IVA" o "fattura non valida". È solo un'informazione di recapito. La fattura è a tutti gli effetti elettronica e regolare; cambia solo il modo in cui arriva al cliente. E se ti stai chiedendo se per emetterla ti serva per forza una PEC, la risposta è no: con un gestionale puoi inviare allo SDI anche senza PEC.
Con FaiPreventivo il codice destinatario 0000000 per i privati è già impostato: scegli il cliente, scrivi il codice fiscale e l'XML è pronto per lo SDI.
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Dati obbligatori della fattura a un privato
Una fattura a un privato deve contenere gli stessi elementi di qualsiasi altra fattura, con l'accortezza di identificare il cliente tramite codice fiscale invece che con la partita IVA. Ecco i dati che non possono mancare.
| Sezione | Cosa indicare |
|---|---|
| Tuoi dati (emittente) | Nome/denominazione, indirizzo, partita IVA, regime fiscale |
| Cliente privato | Nome e cognome, codice fiscale, indirizzo completo (via, civico, CAP, comune, provincia) |
| Recapito | Codice destinatario 0000000, PEC destinatario vuota |
| Documento | Numero progressivo, data, tipo documento (TD01 per la fattura) |
| Righe | Descrizione, quantità, prezzo, aliquota o natura IVA |
| Totali | Imponibile, IVA, eventuale bollo, eventuale ritenuta, totale documento |
Sul codice fiscale presta attenzione al formato: per una persona fisica è di 16 caratteri alfanumerici(lettere maiuscole e cifre). Va inserito senza spazi e in maiuscolo, altrimenti il file XML può essere scartato dallo SDI per formato non conforme. Anche l'indirizzo deve essere completo: il CAP è di 5 cifre e la provincia è la sigla di 2 lettere. Sono dettagli banali ma frequenti cause di scarto.
Un buon gestionale ti evita questi errori validando i campi prima dell'invio. Se vuoi vedere il percorso completo dall'emissione all'invio, c'è la guida su come fare una fattura elettronica passo per passo.
IVA, marca da bollo e forfettari verso un privato
Ecco il concetto che risolve metà dei dubbi: IVA e bollo dipendono dal tuo regime fiscale, non dal fatto che il cliente sia un privato. Il consumatore finale non ha "sconti" né regole speciali: la tua prestazione si tassa come si tasserebbe verso chiunque altro.
Se sei in regime ordinario, applichi l'IVA con l'aliquota prevista per la tua prestazione — di norma il 22%, ma può essere 10%, 5% o 4% nei casi specifici. Il privato la paga insieme al compenso, esattamente come la pagherebbe un'azienda; la differenza è che lui non potrà detrarla. Se vuoi controllare al volo lo scorporo o l'aggiunta dell'imposta, usa il calcolatore IVA.
Se sei in regime forfettario, emetti la fattura senza IVA, con la dicitura di legge (operazione effettuata in regime forfettario ai sensi della L. 190/2014). In questo caso scatta la regola della marca da bollo: poiché la fattura è senza IVA, se supera 77,47 € è dovuto il bollo da 2,00 €. Sulla fattura elettronica il bollo è virtuale; puoi anche riaddebitarlo al cliente come spesa esclusa. Tutti i dettagli sono nella guida alla fattura elettronica per forfettari e nell'approfondimento sulla marca da bollo in fattura.
E la ritenuta d'acconto? Verso un privato, di norma, non si applica: la ritenuta presuppone un sostituto d'imposta (di regola un'azienda o un altro titolare di partita IVA) che la trattiene e la versa per tuo conto. Un privato consumatore non è sostituto d'imposta, quindi la fattura va al cliente per l'intero importo. Se invece il committente fosse un'azienda e dovessi calcolare la ritenuta, c'è il calcolatore della ritenuta d'acconto.
Come riceve la fattura il privato: cassetto fiscale e copia di cortesia
Qui sta la parte che genera più telefonate: "Il mio cliente dice che non ha ricevuto niente". È normale, e si risolve in modo semplice. Quando invii una fattura con codice destinatario 0000000, lo SDI la recapita nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate del privato — il suo cassetto fiscale. Il documento c'è ed è valido; il problema è solo che la maggior parte dei privati non sa di averla lì e non la consulta.
Per questo motivo, verso un cliente privato sei tenuto a consegnare una copia di cortesia: una versione leggibile della fattura, in PDF(via email o WhatsApp) o stampata. La copia di cortesia non sostituisce l'originale fiscale — che resta quello elettronico nel cassetto — ma serve al cliente per vedere cosa ha pagato. È buona prassi scrivere sulla copia che "l'originale è la fattura elettronica disponibile nella sua area riservata dell'Agenzia delle Entrate".
In pratica il flusso verso un privato è: emetti la fattura elettronicacon 0000000 e codice fiscale → lo SDI la consegna nel cassetto del cliente → tu gli mandi la copia PDFper email o WhatsApp. Con un gestionale questi tre passaggi diventano un solo flusso: l'XML parte verso lo SDI e, nello stesso momento, hai pronta la copia di cortesia da inviare. Niente portale dell'Agenzia aperto in un'altra scheda.
Invia la fattura elettronica allo SDI e, con un clic, manda al privato la copia di cortesia in PDF via email o WhatsApp.
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Esempio completo di fattura a un privato
Mettiamo tutto insieme con un caso concreto. Sei un fotografo in regime ordinario e hai realizzato un servizio per il matrimonio di Maria Rossi, una privata. Compenso concordato: 1.000 €, IVA 22%. Ecco come si compone la fattura.
- Cliente: Maria Rossi
- Codice fiscale: RSSMRA85T50H501Z (esempio di formato, 16 caratteri)
- Indirizzo: Via Garibaldi 10, 00100 Roma (RM)
- Codice destinatario: 0000000 · PEC: vuota
- Riga: Servizio fotografico matrimonio — 1.000,00 € (IVA 22%)
- Imponibile: 1.000,00 €
- IVA 22%: 220,00 €
- Totale documento: 1.220,00 €
La fattura è interamente con IVA, quindi nessuna marca da bollo. Non c'è ritenuta, perché il cliente è un privato. Il file XML viene inviato allo SDI con codice destinatario 0000000 e recapitato nel cassetto fiscale di Maria; tu le invii la copia di cortesia in PDF per email.
Cambia lo scenario: stesso servizio ma sei in regime forfettario, compenso 1.000 €. La fattura è senza IVA; poiché supera 77,47 €, va aggiunta la marca da bollo da 2,00 €. Il totale, riaddebitando il bollo al cliente, diventa 1.002,00 €. Stesso codice destinatario 0000000, stesso codice fiscale, stessa copia di cortesia: cambia solo il trattamento dovuto al tuo regime.
Domande frequenti
Le risposte rapide ai dubbi più comuni sulla fattura a un privato senza partita IVA.
Posso fare fattura a un privato senza partita IVA?
Che codice destinatario si usa per un privato?
Serve il codice fiscale del cliente privato in fattura?
La fattura a un privato va con IVA?
Devo mettere la marca da bollo sulla fattura a un privato?
Come riceve la fattura un privato senza PEC?
Un privato può chiedermi di non emettere fattura elettronica?
Che differenza c'è tra fattura a un privato e a un'azienda?
Conclusione
Fare una fattura a un privato senza partita IVA non è diverso, nella sostanza, da qualsiasi altra fattura. La partita IVA è la tua, non quella del cliente; per identificarlo usi il codice fiscale, per il recapito il codice destinatario 0000000 con PEC vuota. IVA e bollo seguono il tuo regime fiscale, non il tipo di cliente, e verso un privato di norma non c'è ritenuta. Infine, ricordati la copia di cortesia: l'originale fiscale sta nel cassetto del cliente, ma a lui devi consegnare una versione leggibile.
Con FaiPreventivo tutto questo è automatico: scegli il cliente privato, il codice destinatario 0000000 è già impostato, l'XML viene validato prima dell'invio allo SDI e la copia di cortesia in PDF è pronta da mandare per email o WhatsApp. Puoi anche partire da un preventivo e trasformarlo in fattura quando il cliente accetta, senza reinserire un solo dato.
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