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Ritenuta d’Acconto e Rivalsa INPS nel Preventivo: Guida con Esempi

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Ritenuta d'acconto e rivalsa INPS sono le due voci che trasformano un preventivo semplice in un piccolo rompicapo: il compenso è uno, ma il totale fattura e il netto che incassi sono altri due numeri diversi. In questa guida vediamo quando si applicano, a quali clienti, come si calcolano in sequenza (rivalsa → IVA → ritenuta) e come indicarle nel preventivo per evitare discussioni al momento del pagamento. Con un esempio completo passo-passo e la tabella di riepilogo per regime fiscale.

In breve

  • Ritenuta d'acconto 20%: solo professionisti in regime ordinario verso clienti sostituti d'imposta (aziende, P.IVA). Mai verso privati, mai per i forfettari.
  • Rivalsa INPS 4%: facoltativa per gli iscritti alla Gestione Separata; è imponibile IVA e soggetta a ritenuta.
  • Casse private (CPA, Inarcassa…): contributo integrativo 4% obbligatorio, imponibile IVA ma NON soggetto a ritenuta.
  • Ordine di calcolo: compenso → + rivalsa+ IVA sull'imponibile → − ritenuta sull'imponibile = netto a pagare.
  • Forfettario: no IVA, no ritenuta, eventuale rivalsa 4% e bollo 2,00 € sopra 77,47 €.

La ritenuta d'acconto del 20%: cos'è e quando si applica

La ritenuta d'accontoè un anticipo sull'IRPEF del professionista: il cliente trattiene il 20% del compenso imponibilee lo versa all'Erario per conto tuo. Tu incassi il netto, e quel 20% lo ritrovi in dichiarazione dei redditi come imposta già pagata. Non è un costo in più né uno sconto: è solo un pezzo delle tue tasse versato in anticipo dal cliente.

Si applica solo quando ci sono entrambe queste condizioni:

  • Tu sei un professionista in regime ordinario (o semplificato), cioè emetti fatture con IVA. I forfettari (L. 190/2014) sono esclusi: nessuna ritenuta sulle loro fatture.
  • Il cliente è un sostituto d'imposta: un'azienda, un altro titolare di partita IVA, un ente. Un privato consumatore non è sostituto d'imposta: paga il totale della fattura e non trattiene nulla.

La base di calcolo è il compenso imponibile: il compenso professionale più l'eventuale rivalsa INPS 4% (che vediamo subito sotto). L'IVA invece non c'entra: la ritenuta non si calcola mai sull'IVA. Per i conti rapidi puoi usare il calcolatore di ritenuta d'acconto gratuito.

La rivalsa INPS del 4%: facoltativa, imponibile, soggetta a ritenuta

La rivalsa INPS del 4% è una maggiorazione del compenso che i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS (chi non ha una cassa di categoria: consulenti, sviluppatori, designer, copywriter…) possono addebitare al cliente come parziale ristoro dei contributi previdenziali che pagano di tasca propria. Tre cose da sapere:

  • È facoltativa. Puoi applicarla o no, cliente per cliente. Se la applichi, conviene dichiararla già nel preventivo.
  • È imponibile IVA.Il 4% si somma al compenso e l'IVA si calcola sul totale (compenso + rivalsa).
  • È soggetta a ritenuta d'acconto. Fa parte del compenso a tutti gli effetti: il 20% si calcola su compenso + rivalsa.

In altre parole, la rivalsa entra nell'imponibilesia per l'IVA sia per la ritenuta. È il punto che genera più errori nei preventivi fatti a mano.

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Casse private: il contributo integrativo non è una rivalsa

Se sei iscritto a una cassa di previdenza privata — ad esempio la Cassa Forense per gli avvocati (CPA 4%) o Inarcassa per ingegneri e architetti (contributo integrativo 4%) — in fattura non applichi la rivalsa INPS ma il contributo integrativo della tua cassa. Sembrano simili (spesso entrambi al 4%), ma il regime fiscale è diverso:

  • Il contributo integrativo è obbligatorio per legge: va addebitato in fattura, non è una scelta commerciale come la rivalsa Gestione Separata.
  • È imponibile IVA(come la rivalsa), quindi l'IVA si calcola anche su di esso.
  • NON è soggetto a ritenuta d'acconto: la ritenuta del 20% si calcola solo sul compenso, escludendo il contributo integrativo. È la differenza chiave rispetto alla rivalsa INPS.

Riassumendo: rivalsa INPS 4% = facoltativa, dentro la base della ritenuta; contributo integrativo di cassa 4% = obbligatorio, fuori dalla base della ritenuta. Confonderli significa sbagliare il netto a pagare di decine di euro su ogni fattura.

Esempio completo passo-passo: da 1.000 € di compenso al netto a pagare

Prendiamo un consulente in regime ordinario, iscritto alla Gestione Separata, che applica la rivalsa 4% e fattura a un'azienda (sostituto d'imposta). Compenso pattuito: 1.000 €. La sequenza di calcolo è sempre la stessa:

PassoCalcoloImporto
1. Compenso1.000,00 €
2. Rivalsa INPS 4%4% di 1.000+ 40,00 €
3. Imponibile1.000 + 401.040,00 €
4. IVA 22%22% di 1.040+ 228,80 €
5. Totale fattura1.040 + 228,801.268,80 €
6. Ritenuta d'acconto 20%20% di 1.040− 208,00 €
7. Netto a pagare1.268,80 − 208,001.060,80 €

Tre numeri da leggere insieme: il totale fattura è 1.268,80 €, ma il cliente ti bonifica 1.060,80 € e versa i 208,00 € di ritenutaall'Erario per conto tuo (rilasciandoti la Certificazione Unica). L'IVA da 228,80 € la incassi tu e la riverserai con la tua liquidazione. Nota come sia l'IVA sia la ritenuta si calcolano su 1.040 €, cioè compenso + rivalsa: è l'errore più comune calcolarle su 1.000. Per il dettaglio sul fronte IVA, vedi la guida al calcolo dell'IVA nel preventivo.

E il forfettario? Stessa pipeline, molto più corta

Per il regime forfettario il calcolo si semplifica drasticamente: niente IVA e niente ritenuta d'acconto (in fattura va la dicitura che richiama la L. 190/2014). Resta possibile la rivalsa INPS 4% per gli iscritti alla Gestione Separata, e sopra 77,47 € scatta la marca da bollo da 2,00 €. Stesso compenso di prima, 1.000 €:

  • Compenso: 1.000,00 €
  • Rivalsa INPS 4% (se applicata): + 40,00 €
  • IVA: non si applica (regime forfettario)
  • Imposta di bollo (importo > 77,47 €): + 2,00 € se riaddebitata
  • Ritenuta d'acconto: non si applica
  • Totale e netto a pagare: 1.042,00 €

Nel forfettario, totale fattura e netto incassato coincidono: nessuno trattiene nulla. Per capire quando e come scatta il bollo, leggi la guida alla marca da bollo in fattura; per stimare tasse e contributi sul tuo fatturato c'è il calcolatore per il regime forfettario.

Tabella riepilogo: cosa si applica in ogni regime

La sintesi per decidere in tre secondi cosa va nel tuo preventivo, ipotizzando un cliente con partita IVA (sostituto d'imposta):

RegimeMaggiorazione 4%IVARitenuta 20%Bollo 2 €
Ordinario + Gestione SeparataRivalsa INPS facoltativa (in base ritenuta)Sì, su compenso + rivalsaNo
Ordinario + cassa privata (CPA, Inarcassa…)Contributo integrativo obbligatorio (fuori base ritenuta)Sì, solo sul compensoNo
Forfettario (L. 190/2014)Rivalsa INPS facoltativa o contributo di cassaNoNoSì, sopra 77,47 €
Qualunque regime, cliente privatoCome da regimeCome da regimeMai (il privato non è sostituto)Solo se fattura senza IVA > 77,47 €

Come indicare ritenuta e rivalsa nel preventivo

Il preventivo non è un documento fiscale, ma è il momento in cui il cliente decide: mostrare tutta la sequenza dei calcoli è la migliore assicurazione contro le contestazioni. Un preventivo trasparente per un cliente con partita IVA dovrebbe riportare, in ordine: compenso, rivalsa o contributo integrativo, imponibile, IVA, totale documento, ritenuta d'acconto evidenziata e netto a pagare. Così il cliente sa subito quanto bonificarti e quanto versare all'Erario come sostituto, e tu sai esattamente quanto incasserai.

Tre accortezze pratiche:

  • Specifica se la rivalsa 4% è inclusa o aggiuntiva rispetto al compenso pattuito: è la fonte numero uno di malintesi.
  • Evidenzia il netto a pagare, non solo il totale fattura: per il cliente è il numero che conta davvero.
  • Non applicare la ritenuta nei preventivi a privati: il privato paga il totale, punto.

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Domande frequenti

Le risposte rapide ai dubbi più comuni su ritenuta d'acconto e rivalsa INPS.

Cos'è la ritenuta d'acconto del 20%?
Un anticipo sull'IRPEF del professionista: il cliente sostituto d'imposta trattiene il 20% del compenso imponibile e lo versa all'Erario per conto del professionista, che lo recupera in dichiarazione dei redditi.
La ritenuta si applica ai forfettari?
No. Le fatture dei forfettari (L. 190/2014) non subiscono ritenuta: il cliente paga l'intero importo. In fattura va la dicitura che richiama il regime.
La ritenuta si applica se il cliente è un privato?
No: un privato consumatore non è sostituto d'imposta, quindi non trattiene nulla e paga il totale della fattura, qualunque sia il regime del professionista.
Cos'è la rivalsa INPS del 4%?
Una maggiorazione facoltativa del 4% sul compenso che gli iscritti alla Gestione Separata INPS possono addebitare al cliente come parziale ristoro dei contributi. È imponibile IVA e soggetta a ritenuta d'acconto.
La rivalsa 4% è soggetta a ritenuta?
Sì: fa parte del compenso, quindi entra nella base sia dell'IVA sia della ritenuta del 20%. È la differenza chiave rispetto al contributo integrativo delle casse private, che dalla base della ritenuta resta fuori.
Che differenza c'è tra rivalsa INPS e contributo integrativo di cassa?
La rivalsa INPS è facoltativa e soggetta a ritenuta; il contributo integrativo delle casse private (CPA, Inarcassa, tipicamente 4%) è obbligatorio, imponibile IVA ma non soggetto a ritenuta e non concorre al reddito del professionista.
Come si calcola il netto a pagare con ritenuta e rivalsa?
Con compenso 1.000 €: rivalsa 4% = 40 €, imponibile 1.040 €; IVA 22% = 228,80 €, totale 1.268,80 €; ritenuta 20% su 1.040 = 208,00 €; netto a pagare 1.060,80 €.
Ritenuta e rivalsa vanno già nel preventivo?
Conviene sempre: mostrare compenso, rivalsa, IVA, ritenuta e netto a pagare nel preventivo evita contestazioni quando arriva la fattura. Il cliente sa in anticipo quanto bonificare e quanto versare come sostituto d'imposta.

Conclusione

La logica da portare a casa è una sequenza: compenso → + rivalsa 4% → + IVA sull'imponibile → − ritenuta 20% sull'imponibile = netto a pagare. La ritenuta vale solo in regime ordinario e solo verso sostituti d'imposta; la rivalsa INPS è una scelta degli iscritti alla Gestione Separata ed entra nella base di calcolo; il contributo integrativo delle casse private invece ne resta fuori; il forfettario salta IVA e ritenuta e aggiunge il bollo sopra 77,47 €.

Con FaiPreventivo questa sequenza è automatica: imposti il tuo regime una volta e ogni preventivo e fattura escono con rivalsa, IVA, ritenuta, bollo e netto a pagare già calcolati. Per i conti veloci restano sempre disponibili il calcolatore di ritenuta d'acconto e il calcolatore forfettario.

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