Proposta commerciale: modello da compilare e far firmare online
La versione ragionata del preventivo: contesto e obiettivi, che cosa è compreso e che cosa no, tempi, riepilogo economico, condizioni di pagamento, varianti e termine di validità. Il cliente la riceve con un collegamento, la legge dal telefono e la accetta firmando — con firma elettronica semplice tracciata. È un modello di partenza: non sostituisce la consulenza legale.
Clausole già scritte, da adattare al tuo caso · il cliente firma dal telefono, senza stampare niente
Quando ti serve questo modello
Le situazioni in cui mettere l'accordo per iscritto ti risparmia la discussione dopo, a lavoro già iniziato.
- Quando il preventivo da solo non basta a far capire perché quel prezzo ha senso: la proposta aggiunge il contesto, l’obiettivo e il metodo.
- Quando il cliente sta confrontando più fornitori e vince chi dimostra di aver capito il problema, non chi scrive il numero più basso.
- Quando l’importo è rilevante o il lavoro dura settimane: al cliente serve un documento da rileggere e da mostrare a chi decide con lui.
- Quando vuoi ricevere un’accettazione tracciata invece di un «va bene» al telefono, che a distanza di mesi nessuno dei due riesce a ricostruire.
- Quando il perimetro rischia di allargarsi in corsa: scrivere prima le esclusioni e le varianti è ciò che ti permette poi di quantificarle senza attrito.
- Quando il cliente decide dal telefono, spesso la sera: un collegamento che si apre e si firma in un minuto chiude molte più trattative di un allegato da stampare.
Che cosa contiene: le clausole, una per una
Questo è il testo che trovi già scritto quando apri il modello. Lo leggi qui per intero, prima ancora di registrarti: ogni clausola la puoi riscrivere, togliere o lasciare com'è.
| Clausola | Testo di esempio |
|---|---|
| 1.Contesto e obiettivi | Poche righe sulla situazione di partenza e sul risultato che il lavoro deve produrre. Se il cliente ti ha spiegato il problema a voce, riscrivilo qui con le sue parole: ritrovarlo scritto è il primo segnale che lo hai capito, ed è ciò che distingue una proposta da un listino. Un obiettivo scritto in modo concreto rende più facile, alla fine, riconoscere che è stato raggiunto. |
| 2.Che cosa è compreso | Una riga per ogni attività, con il risultato che consegna e in quale forma. Un elenco di risultati si può verificare, un elenco di verbi generici no: «formazione del personale» non dice nulla, «due sessioni da tre ore in sede, con dispensa consegnata al termine» sì. Dove il lavoro si conta, va indicata la quantità o la misura, così che il prezzo si possa ricostruire. |
| 3.Che cosa non è compreso | Elencare ciò che resta fuori evita la discussione più frequente: quella su un lavoro che una delle due parti dava per incluso. Tre righe bastano quasi sempre: le attività che restano a carico del cliente con il momento in cui devono essere pronte, i costi di terzi non compresi nel corrispettivo come pratiche, permessi o smaltimenti, e gli interventi successivi alla consegna, da concordare a parte con una proposta dedicata. |
| 4.Tempi | La durata prevista, da quale momento decorre e una data di inizio possibile. Se il lavoro dipende da materiali, contenuti o risposte del cliente, va detto qui: è la causa più comune di uno slittamento che poi sembra colpa di nessuno. Legare la decorrenza a un fatto verificabile — la firma, l’acconto, la consegna dei materiali — è più utile che indicare una data secca destinata a saltare. |
| 5.Riepilogo economico e condizioni di pagamento | Imponibile, imposta e totale esposti separatamente, con una riga che chiarisce se gli importi indicati nelle voci sono al netto o al lordo dell’imposta: è la differenza che il cliente scopre altrimenti solo in fattura. Poi quando e come si paga — alla consegna, in più momenti, o con un acconto alla firma — con la percentuale dell’acconto, a che cosa dà avvio, il mezzo di pagamento accettato e i giorni entro cui attendi il saldo. |
| 6.Varianti e lavori aggiuntivi | Le richieste che escono dal perimetro descritto non sono comprese nel prezzo indicato: vengono quantificate prima di essere eseguite, per iscritto, con il maggior costo e il maggior tempo che comportano. È la clausola che permette di dire di sì a una richiesta in più senza lavorare gratis, e di dirlo senza che sembri una ripicca. |
| 7.Validità e accettazione | Salvo un termine diverso, la proposta resta valida trenta giorni dalla data riportata in copertina; scaduto il termine, importi e disponibilità vanno riverificati prima della conferma. Va indicato anche se l’accettazione richiede la controfirma di chi emette. Una proposta senza scadenza è un prezzo bloccato per sempre: accettabile mesi dopo, ai costi di allora. |
Testo di esempio: nomi, importi e termini vanno sostituiti con i tuoi.
Che cosa dice la legge
Gli articoli su cui poggiano le clausole del modello, detti in parole semplici.
Art. 1326 codice civile
Il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte. L’accettazione deve arrivare nel termine stabilito dal proponente o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell’affare. Se il proponente ha richiesto una forma determinata, l’accettazione data in forma diversa non ha effetto. E un’accettazione non conforme alla proposta equivale a una nuova proposta: le modifiche del cliente vanno riaccettate da te.
Art. 1327 codice civile
Quando, su richiesta del proponente o per la natura dell’affare o secondo gli usi, la prestazione deve eseguirsi senza una preventiva risposta, il contratto è concluso nel tempo e nel luogo in cui ha avuto inizio l’esecuzione. Chi accetta deve darne prontamente avviso all’altra parte, e in mancanza risponde del danno. È lo schema dell’intervento urgente iniziato subito, senza attendere una conferma formale.
Art. 1329 codice civile
Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è priva di effetto. Attenzione alla differenza: scrivere «offerta valida 30 giorni» di regola indica il termine entro cui l’accettazione deve arrivare, non necessariamente un impegno a non revocarla. Se vuoi assumerti quell’impegno più forte, o al contrario tenerti la facoltà di revoca, conviene dirlo in modo esplicito.
Art. 20 Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005)
Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia della scrittura privata quando vi è apposta una firma digitale, una firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata. In tutti gli altri casi l’idoneità del documento a soddisfare la forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrità e immodificabilità. È esattamente il quadro in cui si colloca la firma elettronica semplice del prodotto.
Art. 52 Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005)
Nei contratti a distanza e in quelli conclusi fuori dai locali commerciali, il consumatore ha quattordici giorni per recedere senza doverne indicare il motivo e senza penalità. Se il professionista non lo informa correttamente del diritto di recesso, il termine si allunga. Se il cliente è un privato e la proposta viene firmata online o a casa sua, il ripensamento va messo in conto e vanno rispettati gli obblighi informativi previsti dal codice.
È un modello di partenza, non una consulenza legale
Il testo copre le situazioni più comuni e va adattato al tuo caso. Se l'accordo vale cifre importanti, dura a lungo o contiene clausole fuori dall'ordinario, fallo rivedere a un avvocato prima di firmare: qui non c'è nessuno che conosce la tua situazione.
Errori da evitare
Le sviste che trasformano un accordo scritto in una discussione aperta.
- 1
Mandare un elenco di prezzi e chiamarlo proposta. Senza il contesto e l’obiettivo, il cliente ha in mano solo un numero da confrontare con altri numeri, e vince sempre il più basso.
- 2
Non mettere un termine di validità. Una proposta senza scadenza può essere accettata mesi dopo, ai prezzi di allora, quando i costi dei materiali sono cambiati e la tua disponibilità pure.
- 3
Descrivere le attività con verbi generici invece che con il risultato consegnato. «Assistenza», «supporto», «ottimizzazione» significano cose diverse per chi scrive e per chi legge.
- 4
Accettare modifiche del cliente sul testo senza riconfermarle. Un’accettazione non conforme alla proposta equivale a una nuova proposta: se cominci a lavorare senza rispondere, non è chiaro quale versione sia in vigore.
- 5
Non prevedere come si gestiscono le varianti. La richiesta in più arriva sempre: senza una clausola, o la fai gratis o discuti nel momento peggiore.
- 6
Dimenticare che con un cliente consumatore valgono regole in più: obblighi informativi e diritto di recesso di quattordici giorni nei contratti a distanza o conclusi fuori dai locali commerciali.
Scrivilo online e fattelo firmare
Niente stampante, niente scanner, niente allegati che rimbalzano via email.
- 1
Compili
Apri il modello, metti i tuoi dati e quelli del cliente, cambi le clausole che non ti servono. Il testo resta salvato: la volta dopo riparti da qui.
- 2
Mandi il link
Il cliente riceve un indirizzo e apre il documento dal telefono, senza registrarsi e senza scaricare niente. Tu vedi quando l'ha aperto.
- 3
Il cliente firma dal telefono
Firma col dito sullo schermo. Insieme alla firma restano registrati il momento, il dispositivo, l'indirizzo IP in forma ridotta e l'impronta del testo firmato.
È una firma elettronica semplice: vale come prova liberamente valutabile in giudizio (art. 20 del Codice dell'Amministrazione Digitale) e non è una firma elettronica qualificata né una firma digitale.
Domande frequenti su questo modello
Che differenza c’è tra proposta commerciale e preventivo?
Il preventivo risponde alla domanda «quanto costa»: è un elenco di voci, quantità e prezzi. La proposta commerciale risponde prima a un’altra domanda — «perché questo lavoro, fatto così» — e solo dopo mostra il prezzo. Contiene il contesto, l’obiettivo, che cosa è compreso e che cosa no, i tempi, le condizioni di pagamento e un termine di validità. Nella pratica si usa il preventivo quando il cliente sa già cosa vuole e confronta i costi, e la proposta quando devi ancora convincerlo che hai capito il problema meglio degli altri.
Quando si conclude il contratto se il cliente accetta la proposta?
Nel momento in cui tu, che hai fatto la proposta, hai conoscenza dell’accettazione: lo stabilisce l’art. 1326 del codice civile. Con l’accettazione online il momento è tracciato, perché l’avviso arriva quando il cliente firma. Due dettagli contano. L’accettazione deve giungere entro il termine indicato nella proposta o entro quello ordinariamente necessario secondo la natura dell’affare. E un’accettazione non conforme — il cliente firma ma cambia una condizione — vale come nuova proposta, che devi accettare tu perché il contratto si concluda.
Posso revocare una proposta già inviata?
In generale sì, finché il contratto non è concluso. C’è però un limite: se chi ha ricevuto la proposta ha già iniziato in buona fede l’esecuzione prima di avere notizia della revoca, devi indennizzarlo delle spese e delle perdite subite per l’esecuzione iniziata. E c’è un caso in cui la revoca non funziona affatto: se ti sei obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, l’art. 1329 del codice civile rende la revoca priva di effetto. Per questo conviene scrivere con precisione che cosa significa il termine di validità che indichi.
Quanto deve durare la validità di una proposta?
Trenta giorni è lo standard che copre la maggior parte dei casi, ed è il termine che il modello imposta di suo. Va accorciato quando i prezzi dipendono da listini che oscillano — materiali, energia, componenti importati — o quando la tua disponibilità di calendario è la vera risorsa scarsa: in quei casi quindici giorni sono più onesti. Va allungato quando sai che la decisione passa da più persone o da un consiglio che si riunisce a data fissa. In ogni caso il termine va scritto: la sua assenza è un rischio a senso unico, tutto tuo.
Che valore ha la firma online del cliente?
È una firma elettronica semplice con tracciatura: il sistema registra data, ora, indirizzo di rete troncato e impronta del documento, e produce un’attestazione che dichiara sia ciò che prova sia ciò che non prova. Secondo l’art. 20 del Codice dell’amministrazione digitale, in questi casi l’idoneità del documento a soddisfare la forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili dal giudice, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrità e immodificabilità. Non è una firma digitale qualificata e non equivale a una firma autografa autenticata: nessuna presunzione di legge la assiste.
Che cosa deve contenere una proposta che si fa accettare?
Sei elementi, nell’ordine in cui il cliente li cerca. Il contesto e l’obiettivo, scritti con le sue parole. L’elenco delle attività comprese, ciascuna con il risultato che consegna. L’elenco di ciò che resta fuori. I tempi, con il fatto da cui decorrono. Il riepilogo economico con imponibile, imposta e totale, e le condizioni di pagamento con l’eventuale acconto. Il termine di validità e il modo in cui si accetta. Aggiungi una riga sulle varianti: è quella che ti permetterà di quantificare la richiesta in più senza trasformarla in una discussione.
Il cliente privato può ripensarci dopo aver firmato?
Se il cliente è un consumatore e il contratto è stato concluso a distanza — via collegamento, email, telefono — o fuori dai locali commerciali, per esempio a casa sua, ha quattordici giorni per recedere senza dover indicare un motivo e senza penalità, come prevede l’art. 52 del Codice del Consumo. Se non lo informi correttamente di questo diritto il termine si allunga. Ci sono eccezioni e regole particolari, per esempio quando il consumatore chiede espressamente che l’esecuzione inizi durante il periodo di recesso: in quel caso va raccolta una richiesta esplicita.
Come gestisco le richieste extra che arrivano dopo l’accettazione?
Con la clausola sulle varianti, e usandola subito. La regola è semplice: quello che esce dal perimetro descritto non è compreso nel prezzo, viene quantificato prima di essere eseguito, per iscritto, con il maggior costo e il maggior tempo che comporta. Il vantaggio non è solo economico. Avere la clausola scritta ti permette di rispondere «volentieri, ti mando l’integrazione» invece di dover scegliere fra lavorare gratis e sembrare rigido. Nel prodotto l’integrazione si manda come nuova proposta collegata, che il cliente accetta con la stessa procedura della prima.
Proposta accettata: posso già emettere fattura?
L’accettazione conclude il contratto, ma non coincide necessariamente con il momento in cui la fattura va emessa: quello dipende dal tipo di operazione e dai pagamenti pattuiti. Per le prestazioni di servizi, di regola, l’operazione si considera effettuata al pagamento del corrispettivo, e la fattura segue quel momento — salvo emissione anticipata, che rende comunque l’operazione effettuata per l’importo fatturato. Se hai previsto un acconto alla firma, la fattura per l’acconto segue il suo incasso. Sui casi concreti la parola definitiva resta del commercialista, che conosce il tuo regime.
Questo modello sostituisce la consulenza di un avvocato?
No. È un modello di partenza, non sostituisce la consulenza legale. Copre la struttura che serve nella maggior parte dei casi ordinari e ti fa arrivare al cliente con un documento leggibile invece che con un accordo a voce. Ma ogni situazione ha dettagli suoi — importi rilevanti, controparti estere, opere su strutture, dati personali di terzi, clienti consumatori — e su quelli il testo va fatto rivedere da un professionista prima della firma. Se il valore del lavoro è alto o la controparte è più grande di te, una lettura da un avvocato costa molto meno di una lite.
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